La luce solare è il nostro riferimento naturale per la percezione visiva: definisce correttamente colori e contrasti.
Negli ambienti chiusi si deve però ricorrere alla luce artificiale, cercando di avvicinarsi il più possibile alla qualità della luce naturale.
L’illuminazione non è solo una scelta estetica: incide su sicurezza, consumi energetici e gradevolezza degli ambienti.
Il progetto illuminotecnico ha l'obiettivo di offrire conformità alle normative,risparmio in bolletta e comfort visivo.
Alla luce solare viene attribuito un Indice di Resa Cromatica (CRI o IRC) pari a 100, fino a qualche anno fa si carcava di avvicinarsi con le lampade a incandescenza che offrivano una resa cromatica elevata e gradevole (CRI circa 80), ma erano caratterizzate da consumi energetici elevati; negli ambienti di lavoro si puntava al risparmio con i neon e le lampade a scarica, che però alteravano la percezione dei colori e dei contorni (CRI variabile indicativamente tra 40 e 80).
Oggi queste tecnologie sono state in gran parte sostituite dai LED (Light Emitting Diode), dispositivi a semiconduttore ad alta efficienza luminosa, in grado di emettere luce nitida in diverse tonalità. Il CRI dei LED varia da valori commerciali (70–80) fino a livelli professionali (oltre 90–95), molto vicini alla qualità della luce naturale. Inoltre, il fascio luminoso (beam) è facilmente controllabile e direzionabile.
"Non è tutto oro quel che luccica"
Attenzione alla qualità della luce, non tutti i LED sono equivalenti.
Alcuni prodotti possono presentare sfarfallio (flicker), talvolta non è percepibile direttamente, ma può affaticare la vista e influire sul comfort visivo; inoltre, una distribuzione spettrale non completa può rendere la luce eccessivamente contrastata o poco naturale.
Gli alimentatori elettronici (driver) possono introdurre disturbi sulla rete elettrica (armoniche), mentre in prossimità delle apparecchiature possono generarsi campi elettromagnetici.
I LED si distinguono per l’elevata efficienza luminosa, ovvero la capacità di produrre un elevato flusso luminoso (lumen) a fronte di una ridotta potenza assorbita (watt).
Il rapporto lumen/watt è il parametro di riferimento per valutare il rendimento.
La scelta della temperatura di colore (espressa in Kelvin) influisce sulla percezione degli ambienti e sullo stato psicofisico:
Luce calda (2700–3000 K) → effetto rilassante (ambienti domestici, sera)
Luce neutra (circa 4000 K) → equilibrio tra comfort e produttività (uffici, officine)
I LED integrano molte delle caratteristiche delle tecnologie precedenti, ma offrono numerose variabili (qualità del driver, dissipazione termica, spettro luminoso, ottiche), per cui devono essere selezionati con attenzione.
La scelta delle sorgenti luminose e dei sistemi di controllo deve essere valutata caso per caso, in funzione dell’ambiente, dell’attività svolta e dei requisiti normativi, in questo sito potete richiedere una verifica o una consulenza tecnica sull’impianto esistente.
In quest'ottica il progetto illuminotecnico diventa protagonista, si definiscono:
i livelli di illuminamento (lux) necessari per distinguere oggetti e ostacoli;
la qualità della luce (CRI);
la distribuzione luminosa e i contrasti.
L’obiettivo è garantire sicurezza, comfort visivo, produttività ed efficienza energetica.
Le lampade e gli apparecchi di illuminazione (plafoniere, lampadari, applique, fari, ecc.) sono soggetti alla Direttiva Bassa Tensione e devono esseremarcati CE.
DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI
Cos'è l'illuminazione ordinaria?L'illuminazioneordinaria, sopperisce alla mancanza di luce naturale nei locali, è l'illuminazione generale che serve per individuare bene le cose e gli ostacoli e per svolgere le mansioni in sicurezza. Nei luoghi di lavoro, l'illuminazione degli ambienti , il contrasto e l'ombreggiatura sono definiti per normativa e i livelli di illuminamento sono parametrati dalle tabelle UNEL.
Che differenza c'è tra illuminazione d'emergenza, antipanico e di sicurezza?L'illuminazione d'emergenza si accende automaticamente quando accidentalmente viene meno l'illuminazione ordinaria e serve per consentire lo sfollamento in sicurezza degli ambienti di lavoro (prevista fin dal 1955 è stata riconfermata dal DL 81/2008). Se c'è molta frequentazione di pubblico allora bisogna poter individuare subito l'uscita più vicina: è l'illuminazione antipanico, sono quei cartelli retroilluminati, "sempre accesi", che indicano le vie di esodo. Infine, l'illuminazione di sicurezza serve per proseguire le attività ininterruttibili, per esempio in cucine, ospedali, fonderie, ecc. e preserva il normale illuminamento, quindi dev'esserci sempre (si usano dei soccorritori UPS speciali, detti CPSS Central Power Supply System, conformi alla norma EN 50171).
Quando serve l'illuminazione localizzata?L'illuminazione particolare serve per non affaticare la vista durante la lettura e per i lavori sui particolari. In ambito professionale e per le esigenze d'arredo, si fa l'illuminazione d'accento, che illumina selettivamente o radente gli oggetti, per evidenziarne i colori e i chiaro-scuri e richiamare l'attenzione dell'osservatore sui particolari o del passante sull'articolo esposto in vetrina.
Da una console locale o remota si può controllare l'illuminazione degli ambienti e ridurne gli sprechi? Ci sono sistemi programmabili, per esempio D.A.L.I. (Digital Addressable Lighting Interface) chemodula automaticamentela luminositàin relazionealle necessità degli occupanti e della luce diurna,il controllo avviene tramite il monitoraggio offerto da sensori fotometrici, timer, rilevatori di presenza. L'automazione DALI ha trovato ampia diffusione in reception di hotel e strutture ospedaliere ed anche negliallevamenti e nella coltivazione al chiuso, stratificata a pannelli, dove un pannello luminoso sovrasta un piano di terriccio o una vasca idroponica.